Clinica

gen112019

Rottura tendine di Achille, come scegliere se ricorrere alla chirurgia

Rottura tendine di Achille, come scegliere se ricorrere alla chirurgia
Intervenire chirurgicamente in caso di rottura del tendine di Achille è una pratica che porta a una diminuzione del rischio di una successiva rottura, ma anche a un aumentato rischio di complicanze, secondo una metanalisi pubblicata sul British Medical Journal. «Questa lesione si riscontra molto frequentemente ed è più comune nella popolazione attiva giovane e di mezza età. Studi recenti indicano che l'incidenza della rottura del tendine di Achille è addirittura in aumento, a causa di una popolazione anziana più attiva» spiega Yassine Ochen, dello University Medical Center di Utrecht (Olanda), e della Harvard Medical School Orthopedic Trauma Initiative di Boston, primo autore del lavoro. I ricercatori hanno voluto confrontare i tassi di occorrenza di una nuova rottura, il tasso di complicanze e l'esito funzionale con il trattamento chirurgico rispetto a quello non operatorio con un'analisi che ha incluso 10 studi randomizzati e 19 studi osservazionali in cui quasi 16.000 pazienti sono stati sottoposti a un intervento chirurgico o hanno ricevuto un trattamento non chirurgico per la rottura del tendine di Achille.

Ebbene, una nuova rottura si è verificata nel 2,3% dei pazienti nel gruppo chirurgico rispetto al 3,9% nel gruppo non chirurgico. Tuttavia, si sono verificate complicazioni nel 4,9% dei pazienti del gruppo chirurgico rispetto all'1,6% di quelli del gruppo non chirurgico. La complicanza più comune con la chirurgia è stata l'infezione, mentre con il trattamento non chirurgico è stata la trombosi venosa profonda. Il ritorno alla pratica sportiva o al lavoro è risultato simile tra i gruppi. Secondo Nicola Maffulli, dell'Università di Salerno, della Queen Mary University di Londra e della Keele University di Stoke on Trent, e Giuseppe Peretti, dell'Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano, autori di un editoriale di accompagnamento, la rilevanza clinica delle differenze è discutibile. «La gestione non operatoria è apparentemente più economica ed evita le complicazioni della chirurgia, ma non bisogna dimenticare che tecniche di riparazione chirurgica meno invasive eseguite ambulatorialmente in anestesia locale possono essere sicure ed efficaci. Rimane pertanto essenziale un approccio personalizzato che comprenda un processo decisionale condiviso pienamente informato» concludono gli editorialisti.

BMJ. 2019. doi: 10.1136/bmj.k5120
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30617123

BMJ. 2019. doi: 10.1136/bmj.k5344
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30617220 
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