Clinica

set132017

Reflusso gastroesofageo, dopo chirurgia laparoscopica frequenti recidive e reinterventi

Secondo uno studio appena pubblicato su Jama, circa il 18% dei pazienti affetti da malattia da reflusso gastroesofageo (Ger) e sottoposti a chirurgia laparoscopica antireflusso è andato incontro a recidive che hanno richiesto l'uso di terapia farmacologica a lungo termine oppure un secondo intervento chirurgico. La Gerd è una patologia cronica dovuta al refluire del contenuto gastrico in esofago, con conseguenti complicazioni organiche tra cui acidità, rigurgiti, displasia mucosa e neoplasie, oltre a una significativa compromissione della qualità di vita. «Oltre ad essere comune in età pediatrica, la malattia colpisce dal 10 al 20 per cento degli adulti, e data la sua prevalenza in costante aumento negli ultimi due decenni sta diventando una vera e propria minaccia per la salute pubblica nel mondo occidentale» spiega John Maret-Ouda dell'Ospedale Universitario Karolinska di Stoccolma in Svezia, spiegando che la chirurgia laparoscopica con fundoplicazione rafforza la valvola tra l'esofago e lo stomaco ed è un'alternativa del trattamento nei pazienti con una risposta inadeguata al trattamento farmacologico con inibitori di pompa protonica. «Tuttavia, il tasso di recidive dopo l'intervento non era finora mai stato stimato in uno studio a lungo termine su una popolazione di pazienti non selezionati» scrivono i ricercatori. Per approfondire l'argomento hanno reclutato consecutivamente 2.655 pazienti sottoposti a chirurgia laparoscopica, seguendoli nel tempo per una media di 5,6 anni. Al termine del follow up è emerso che nel 17,7 per cento dei partecipanti il reflusso era recidivato; inoltre nell'83,6 per cento dei casi era stato necessario prescrivere una terapia farmacologica a lungo termine, e l'16,4 per cento era stato sottoposto a un nuovo intervento chirurgico. «I fattori di rischio per la recidiva comprendono il genere femminile, con il 22 per cento delle donne rispetto al 13,6 per cento degli uomini, l'età avanzata e la presenza di comorbidità» concludono i ricercatori.

Jama. 2017;318(10):939-946. doi:10.1001/jama.2017.10981
http://jamanetwork.com/journals/jama/fullarticle/2653734

Jama. 2017;318(10):913-915. doi:10.1001/jama.2017.11461
http://jamanetwork.com/journals/jama/fullarticle/2653718


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