Clinica

giu122018

Prevenzione cardiovascolare, linee guida sconsigliano Ecg in persone asintomatiche a rischio basso

In un aggiornamento alle sue linee guida del 2012 pubblicato su JAMA, la U.S. Preventive Services Task Force (USPSTF) raccomanda di non effettuare uno screening con elettrocardiogramma (ECG) per la valutazione del rischio standard nella prevenzione degli eventi cardiovascolari (CVD) in adulti asintomatici a basso rischio. La USPSTF ha voluto accertare se un ECG a riposo o da sforzo potesse migliorare la classificazione e gli esiti del paziente asintomatico quando aggiunto ai modelli di valutazione del rischio, ma non è riuscita a identificare studi che affrontassero direttamente la questione. L'ECG a riposo può potenzialmente causare ansia, e l'ECG da sforzo può causare più danni diretti, come innescare un evento cardiovascolare o lesioni muscoloscheletriche, ma i dati dei pazienti sintomatici indicano che queste evenienze sono molto rare. La preoccupazione principale per entrambi i tipi di screening ECG è il danno che può derivare dalle procedure successive o dagli interventi avviati a seguito dei risultati di tali indagini.

L'USPSTF ha rilevato che il tasso di persone sottoposte ad angiografia dopo screening con ECG da sforzo in popolazioni asintomatiche è generalmente inferiore al 3%. Sulla base di registri di grandi dimensioni basati sulla popolazione che includono persone sintomatiche, l'angiografia è però associata a una percentuale di danno grave dell'1,7%, con possibilità di aritmia (0,40%), morte (0,10%), ictus (0,07%) e infarto del miocardio (0,05%). La rivascolarizzazione aumenta invece il rischio di infarto miocardico peri-procedurale (1,7%), dissezione dell'arteria coronaria (1,3%), eventi di sanguinamento entro 72 ore (1,3%), complicanze vascolari (0,4%), insufficienza renale (0,4%), ictus (0,1%) e morte nel giorno della procedura (<0,01%). Poiché per gli adulti asintomatici a basso rischio di eventi CVD è molto improbabile che le informazioni derivanti da ECG a riposo o da sforzo migliorino gli esiti di salute, l'USPSTF ha concluso con moderata certezza che lo screening con ECG in soggetti asintomatici e a basso rischio non fornisce alcun beneficio netto. Per gli adulti asintomatici a rischio intermedio o alto di eventi CVD non vi sono prove sufficienti per determinare in che misura le informazioni derivanti dall'ECG a riposo o da esercizio possano ridurre gli eventi CVD. Come per gli adulti a basso rischio, esistono comunque rischi gravi e quindi l'USPST non è in grado di valutare il beneficio netto in questa popolazione.

JAMA 2018. Doi: 10.1001/jama.2018.6848 http://jamanetwork.com/journals/jama/fullarticle/10.1001/jama.2018.6848
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