Clinica

dic42018

Nel Regno Unito i medici prescrivono sempre più esami e il carico di lavoro ne risente

Il numero di esami diagnostici prescritti dai medici generici è più che triplicato negli ultimi 15 anni nel Regno Unito, con implicazioni significative per il carico di lavoro dei professionisti stessi, oltre che per la spesa sanitaria. Questo è quanto riferisce il primo studio del genere pubblicato sul British Medical Journal, che mostra come il medico di base attualmente dedichi ogni giorno da 1,5 a due ore a esaminare gli esiti dei test. «I nostri risultati ne supportano altri che suggeriscono che il carico di lavoro dei medici di medicina generale nel Regno Unito stia raggiungendo il punto di saturazione» spiega Jack O'Sullivan, della University of Oxford, primo autore dello studio. I ricercatori hanno esaminato il cambiamento nel numero di esami diagnostici prescritti tra il 1 aprile 2000 e il 31 marzo 2016 raggruppati in tre categorie: test di laboratorio, di imaging o miscellanei (per esempio spirometria, endoscopia superiore, colonscopia, strisci cervicali ed elettrocardiografia), e in particolare 44 test specifici (28 di laboratorio, 11 di imaging e 5 di vario genere) utilizzando il Clinical Practice Research Datalink (CPRD).

L'analisi dei dati ha rilevato che il numero di test prescritti da ogni medico di base è passato da 14.869 per 10.000 persone nel 2000-2001 a 49.267 per 10.000 persone nel 2015-2016, con un aumento di 3,3 volte. L'uso per ogni categoria di test è aumentato in maniera statisticamente significativa nel periodo di studio e lo stesso si è verificato per 40 dei 44 test specifici. Gli autori suggeriscono che alcuni cambiamenti apportati nel servizio sanitario inglese, come l'accesso esteso alla diagnostica, lo spostamento dei servizi dall'assistenza secondaria all'assistenza primaria, e la maggiore attenzione alla gestione delle patologie a lungo termine, potrebbero essere alla base di tale fenomeno. Oltre a questo però, l'aumento potrebbe riflettere una maggiore aspettativa da parte dei pazienti di essere sottoposti a esami o un utilizzo dei test per ragioni strategiche e non mediche, per esempio come rassicurazione. In un editoriale di accompagnamento, Emma Wallace, del Royal College of Surgeons in Ireland, Dublino, sottolinea che sia un sottoutilizzo che un sovrautilizzo delle risorse sono un marcatore di un sistema sanitario inefficiente e iniquo. «La ricerca futura dovrebbe concentrarsi sul perché si assiste a questo aumento di esami, in termini sia di indicazione e di ragionamento clinici, sia di credenze e aspettative dei pazienti riguardo allo scopo e alla precisione dei test» conclude l'editorialista.

BMJ 2018. Doi: 10.1136/bmj.k4666
https://www.bmj.com/content/363/bmj.k4666

BMJ 2018. Doi: 10.1136/bmj.k4895
https://www.bmj.com/content/363/bmj.k4895
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