Clinica

giu122018

L'ipertensione in gravidanza si associa a maggiore rischio di disturbi dello sviluppo neurologico

Le donne che soffrono di problemi ipertensivi durante la gravidanza possono avere figli con un rischio aumentato di patologie dello spettro autistico e di disturbi da deficit di attenzione o iperattività (ADHD), secondo una metanalisi pubblicata su JAMA Psychiatry. «Sebbene varie ricerche abbiano suggerito un'associazione tra ipertensione in gravidanza (HDP) e disturbi dello spettro autistico (ASD), da deficit di attenzione e iperattività e in generale dello sviluppo neurologico nella prole, manca un consenso generale sull'argomento. Data la crescente prevalenza dell'ipertensione in gravidanza, abbiamo pensato che fosse importante esaminare questa associazione» dice Gillian Maher, dello University College di Cork, Irlanda, primo nome del lavoro. I ricercatori hanno esaminato 30 studi che hanno valutato sia gli esiti dello sviluppo neurologico tra i bambini che il fatto che le loro madri avessero avuto disturbi ipertensivi durante la gravidanza. Dopo un aggiustamento per più variabili, una diagnosi di un disturbo ipertensivo durante la gravidanza è risultata associata a un aumento del rischio di disturbi dello spettro autistico (odds ratio (OR): 1,35) e ADHD (OR: 1,29).

La pre-eclampsia, in particolare, era collegata a probabilità più alte di tali disturbi. I risultati sembrano dunque suggerire un'associazione tra ipertensione in gravidanza e disturbi dello sviluppo neurologico nei figli, ma gli autori sottolineano quanto sia difficile escludere la possibilità che siano invece i farmaci antipertensivi usati durante la gravidanza ad avere effetti avversi sulla prole. Inoltre, lo studio presenta alcune limitazioni intrinseche negli studi analizzati, e si è occupato della sola letteratura in lingua inglese. «Se le associazioni osservate sono causali evidenziano senz'altro un potenziale bisogno di aumentare lo screening evolutivo in neonati esposti all'ipertensione per consentire un intervento precoce, che può migliorare l'esito dello sviluppo neurologico. Tuttavia, prima di poter raggiungere conclusioni definitive, saranno necessarie ricerche più robuste che affrontino le limitazioni chiave presenti nella letteratura» concludono i ricercatori.

JAMA Psychiatry. 2018 . doi: 10.1001/jamapsychiatry.2018.0854 https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29874359
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