Clinica

mar82018

Leucemia linfoblastica acuta: nuovo metodo per scoprire la probabilità di recidiva alla diagnosi

Ricercatori italiani e statunitensi hanno messo a punto una tecnica che permetterà di determinare già alla diagnosi se i pazienti con leucemia linfoblastica acuta di tipo B (B-LLA) avranno una ricaduta dopo il trattamento. Il metodo, descritto in uno studio sostenuto tra gli altri da AIRC, con il contributo della Fondazione "Benedetta è la Vita" Onlus, e pubblicato su Nature Medicine, ha mostrato di essere in grado di prevedere una ricaduta nella coorte esaminata con un'accuratezza dell'85%, un miglioramento significativo rispetto al 66% di accuratezza ottenuto tramite l'attuale metodo di stratificazione del rischio utilizzato alla diagnosi. Finora, in effetti, per valutare in maniera più affidabile il rischio di ricaduta era necessario aspettare la risposta al trattamento e la verifica molecolare della malattia minima residua. «Nel nostro studio abbiamo utilizzato una tecnologia innovativa, la citometria di massa, in grado di individuare, quantificare e analizzare contemporaneamente decine di parametri biologici e funzionali in ogni singola cellula.

Le cellule leucemiche di B-LLA alla diagnosi sono state confrontate con la loro controparte sana mediante un programma bioinformatico al fine di individuare i profili più caratteristici delle cellule leucemiche. I profili ottenuti sono poi stati confrontanti nei pazienti ricaduti rispetto a quelli in remissione (non ricaduti), ed utilizzando un approccio di "machine learning" sono state identificate le caratteristiche funzionali predittive della ricaduta» spiega in un comunicato stampa Jolanda Sarno, del Centro di Ricerca Matilde Tettamanti, Università Milano Bicocca, prima autrice del lavoro insieme a Zinaida Good, della Stanford University, negli Stati Uniti. Proprio Good ha messo a punto un modello statistico di predizione delle ricadute, chiamato Developmentally Dependent Predictor of Relapse (DDPR), grazie al quale si è visto che determinate caratteristiche funzionali della cellula tumorale, che causano le recidive, sono presenti già al momento della diagnosi. Analizzando le coppie di campioni raccolte al momento della diagnosi e della ricaduta si è confermata la conservazione del profilo iniziale nelle cellule presenti alla ricaduta. Ora il modello dovrà essere convalidato in circa 300 nuovi campioni provenienti da pazienti con B-LLA, disponibili grazie al Children's Oncology Group degli Stati Uniti.

Nature Medicine 2018. doi: 10.1038/nm.4505
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29505032
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