Clinica

dic192018

Lenalidomide efficace nel trattamento di pazienti con mieloma multiplo

Secondo uno studio pubblicato su Lancet Oncology, i pazienti con mieloma multiplo di nuova diagnosi trattati con lenalidomide, commercializzato come Revlimid, hanno mostrato esiti migliori rispetto a quelli gestiti con la sola terapia tradizionale, con il raddoppio della durata della remissione e un miglioramento della sopravvivenza che nei pazienti più giovani arriva quasi all'8%. «L'attuale trattamento per questa patologia di solito comporta la chemioterapia e un trapianto di cellule staminali» esordisce Graham Jackson, del Northern Institute for Cancer Research alla Newcastle University, primo autore dello studio. «Qui abbiamo un importante passo avanti in quanto si vede che l'uso a lungo termine di lenalidomide migliora significativamente il tempo in cui i pazienti affetti da mieloma rimangono in remissione dopo la terapia iniziale» prosegue.

I ricercatori hanno coinvolto più di 4.000 pazienti da 110 ospedali nel Regno Unito nello studio Myeloma XI, durato sette anni, nel quale 1.137 pazienti con nuova diagnosi di mieloma multiplo sono stati assegnati in modo casuale a una terapia di mantenimento con lenalidomide e 834 pazienti all'osservazione, dopo aver completato il loro trattamento iniziale. Da quanto osservato in questa sperimentazione, lenalidomide è stato in grado di prolungare il tempo medio di remissione di più di due anni nei pazienti più giovani e di oltre un anno nei pazienti più anziani e meno in salute e ha inoltre ridotto il rischio di progressione o morte di più del 50%. Secondo gli autori è particolarmente importante il fatto che si ottenga un miglioramento della sopravvivenza globale per i pazienti più giovani affetti da questo cancro così difficile da trattare. «I dati confermano i risultati di tre studi molto più piccoli che avevano dimostrato come, dopo trapianto di cellule staminali, lenalidomide riducesse il rischio di progressione di malattia e morte del 50% rispetto al trattamento con placebo. Appare evidente quindi che lenalidomide merita di essere preso in considerazione per trattare questa popolazione di pazienti» concludono i ricercatori.

Lancet Oncology 2018. Doi: 10.1016/S1470-2045(18)30687-9 https://www.thelancet.com/journals/lanonc/article/PIIS1470-2045(18)30687-9/fulltext
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