Clinica

set132018

Influenza, nuovo antivirale si mostra efficace dopo una sola somministrazione

Secondo due studi portati avanti da uno stesso gruppo di lavoro e pubblicati sul New England Journal of Medicine, il nuovo farmaco orale sperimentale baloxavir marboxil è in grado di alleviare i sintomi influenzali e di ridurre la carica virale dopo un sola somministrazione. «Baloxavir marboxil è un inibitore selettivo dell'endonucleasi dipendente dal cap dell'influenza. Ha mostrato attività terapeutica in modelli preclinici delle infezioni da virus dell'influenza A e B, compresi i ceppi resistenti agli attuali agenti antivirali» esordisce Frederick Hayden, della University of Virginia School of Medicine di Charlottesville, autore principale delle sperimentazioni. Nel primo lavoro - uno studio di fase 2, su adulti di età compresa tra 20 e 64 anni con influenza acuta - il tempo mediano necessario per alleviare i sintomi era più breve (circa 50-54 ore) con una sola somministrazione di baloxavir marboxil rispetto al placebo (78 ore).

Il secondo studio, di fase 3, ha previsto che pazienti con età compresa tra 20 e 64 anni malattia simil-influenzale non complicata venissero randomizzati a ricevere una dose singola di baloxavir marboxil, oppure oseltamivir (75 mg due volte al giorno per 5 giorni) o placebo. Anche un gruppo di adolescenti è stato randomizzato a baloxavir marboxil o placebo. Tra i pazienti con influenza confermata, il tempo mediano necessario per alleviare i sintomi è risultato inferiore con baloxavir marboxil rispetto al placebo (54 ore rispetto a 80 ore) e simile per baloxavir marboxil e oseltamivir. La carica infettiva virale è diminuita più rapidamente con baloxavir marboxil rispetto a oseltamivir o placebo. Durante lo studio è stato osservato lo sviluppo di una sensibilità ridotta a baloxavir marboxil in una percentuale non superiore al 10% dei pazienti trattati. Non si sono verificati decessi e si è osservato un solo ricovero in ospedale, verificatosi nel gruppo trattato con oseltamivir. «Questi risultati dovrebbe essere visti come un primo passo, ma saranno necessari ulteriori dati di efficacia in particolare in popolazioni ad alto rischio» scrive in un editoriale di accompagnamento Timothy Uyeki, della Influenza Division presso il National Center for Immunization and Respiratory Diseases dei Centers for Disease Control and Prevention di Atlanta.

N Engl J Med. 2018. doi: 10.1056/NEJMoa1716197
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30184455

N Engl J Med. 2018. doi: 10.1056/NEJMe1810815
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30184452
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