Clinica

nov72018

Infezioni del cervello, test del liquido cerebrospinale permetterà di rilevarle rapidamente

Secondo quanto pubblicato su PLoS One, i ricercatori della Philadelphia University e della Thomas Jefferson University hanno sviluppato un test che, a partire dall'analisi delle citochine, potrebbe differenziare rapidamente le infezioni del cervello da altre malattie. Questo tipo di diagnosi rapida potrebbe rivelarsi particolarmente utile nei neonati e nei bambini piccoli. «Necessitando solo di una piccola quantità di materiale, l'analisi delle citochine del liquido cerebrospinale potrebbe essere utilizzata come uno dei primi test diagnostici per effettuare un triage rapido dei gravi disturbi del sistema nervoso centrale e guidare l'intervento immediato» spiega Danielle Fortuna, dell'ospedale della University of Pennsylvania, prima autrice del lavoro. In un'analisi retrospettiva, i ricercatori hanno studiato i campioni raccolti da 43 pazienti che erano stati sottoposti a un prelievo di liquido cerebrospinale durante le loro degenze ospedaliere. Non si sono però concentrati sulla ricerca di batteri o virus, ma hanno esaminato i primi segni rivelatori di infezione, ovvero le citochine prodotte dal sistema immunitario del paziente in risposta a patogeni e altri processi di lesione, per vedere se fosse possibile rilevare degli schemi all'interno delle citochine che potessero differenziare le infezioni da altre malattie o disturbi del cervello. I ricercatori hanno poi ricercato nel liquido spinale (CSF) la presenza di 41 diverse citochine e hanno notato che i pazienti con infezione confermata del sistema nervoso centrale avevano una diversa espressione di citochine rispetto a quelli che avevano avuto conferma di tumori o malattie autoimmuni. Da qui nasce l'idea che il test possa essere utilizzato per distinguere le patologie. Inoltre, nei pazienti identificati come affetti da infezioni del sistema nervoso centrale, "l'impronta" delle citochine nel fluido cerebrospinale era diversa nei casi di infezione virale rispetto a quelli dovuti ad agenti patogeni non virali, come batteri o funghi. «Andando avanti, il nostro obiettivo sarà quello di convalidare formalmente questi risultati con una dimensione del campione più ampia che includa sia adulti che bambini per l'uso futuro in ambito clinico».

PLoS One. 2018. doi: 10.1371/journal.pone.0205501
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30379898  
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