Clinica

feb162017

Il rapporto tra vita e fianchi aggiustato per il Bmi predice il rischio di diabete di tipo 2 e coronaropatia

La predisposizione genetica a un più elevato rapporto vita-fianchi aggiustato per l'indice di massa corporea (Bmi) si associa a un aumento del rischio di diabete di tipo 2 e malattia coronarica (Chd), secondo uno studio pubblicato su Jama. L'obesità, tipicamente definita sulla base del BMI, è tra le principali cause di diabete di tipo 2 e malattia coronarica, ma per un dato indice di massa corporea la distribuzione del grasso nelle diverse zone del corpo può variare in modo sostanziale: in alcune persone l'adipe si deposita in misura maggiore intorno agli organi viscerali (adiposità addominale), mentre in altri sulle cosce e sui fianchi. «In molti studi osservazionali l'adiposità addominale si associa a un aumentato rischio di diabete di tipo 2 e coronaropatia» esordisce Sekar Kathiresan del Massachusetts General Hospital e Harvard Medical School di Boston, che assieme ai colleghi ha esaminato se una predisposizione genetica a un maggiore rapporto vita-fianchi aggiustato per il Bmi fosse associata a livelli più elevati di lipidi, glicemia e pressione arteriosa sistolica, ma anche a un rischio aumentato di diabete di tipo 2 e malattia coronarica.

Le stime si basano sui dati derivati dalla sintesi dei risultati di 4 studi di associazione su scala genomica (Genome-Wide Association) condotti tra il 2007 e il 2015 per un totale di 322.154 partecipanti, così come sui dati relativi a 111.987 soggetti registrati nella UK Biobank, un archivio britannico che raccoglie tessuti biologici e informazioni sanitarie, oltre che dati sullo stile di vita e sulla storia medica familiare, di mezzo milione di persone. A conti fatti i ricercatori hanno scoperto che la predisposizione genetica a un maggiore rapporto vita-fianchi aggiustato per il Bmi, era associata a un aumento dei livelli di lipidi, insulina, glucosio e pressione sanguigna sistolica, così come a un rischio maggiore di diabete di tipo 2 e malattia coronarica. «Questi risultati non solo ben si accordano con precedenti osservazioni che associano adiposità addominale e malattie cardiometaboliche, ma suggeriscono che la distribuzione del grasso corporeo, oltre alla misurazione della Bmi, potrebbe spiegare una parte della variazione del rischio di diabete di tipo 2 e coronaropatia» concludono i ricercatori.

Jama 2017. doi: 10.1001/jama.2016.21042 http://jamanetwork.com/journals/jama/fullarticle/10.1001/jama.2016.21042
Non sei ancora iscritto?     REGISTRATI!   >>
Ultime notifiche dalla community