Clinica

nov72018

Il ginecologo di fiducia ha doveri di informazione più complessi

il comportamento dello specialista di fiducia-ginecologo che a fronte di una, per quanto rara, alterazione rinvii per più dettagliate informazioni la paziente non ad uno specialista della alterazione stessa, ove lo ritenga necessario perché sia data una informazione di maggior competenza dopo la propria informazione generale sulle ricadute della alterazione cromosomica, ma a soggetto non maggiormente specializzato e neppure legato alla paziente da un pregresso rapporto fiduciario, come il laboratorio di analisi, non integra un idoneo assolvimento dei doveri di informazione e non libera il professionista della sua responsabilità per mancata formazione di un consenso informato.

Quanto alla posizione del laboratorio di analisi e del genetista che in sede di analisi specialistica abbiano riscontrato la presenza di una anomalia genetica, a fronte della richiesta di maggiori dettagli da parte della gestante in ordine alle conseguenze di essa, a loro volta non può ritenersi che abbiano compiutamente assolto ai doveri di informazione in capo ad essi gravanti qualora si siano limitati, a loro volta, a reindirizzarla al ginecologo di fiducia opponendo di aver terminato il proprio compito: il compito del laboratorio specialistico di diagnostica non si arresta alla verifica della esistenza della anomalia, ma, a specifica richiesta della paziente, deve soddisfare le sue richieste di informazioni anche in relazione alle più probabili conseguenze di tali anomalie. (Avv. Ennio Grassini - www.dirittosanitario.net)
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