Clinica

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Ictus, in pazienti con fibrillazione atriale rischio richiede un aggiornamento annuale

Rivalutare ogni anno il punteggio CHA2DS2-VASc per il rischio di ictus potrebbe migliorare le previsioni di rischio e aiutare a gestire la prescrizione di anticoagulanti orali nei pazienti con fibrillazione atriale, secondo i risultati di uno studio pubblicato su Annals of Internal Medicine. «Le linee guida internazionali suggeriscono che sia possibile non somministrare gli anticoagulanti orali nei pazienti con fibrillazione atriale che non presentano un punteggio CHA2DS2-VASc maggiore di zero per gli uomini o di uno per le donne. Tuttavia, il rischio di ictus tra i pazienti con fibrillazione atriale non è stabile, e circa il 90% di essi sviluppa almeno un nuovo fattore di rischio prima della presentazione dell'evento di ictus vero e proprio. Pertanto, i pazienti con fibrillazione atriale che hanno un punteggio di zero o uno al basale e acquisiscono comorbilità nel tempo non sarebbero più da considerare a basso rischio» spiega Tze-Fan Chao, del Taipei Veterans General Hospital e della National Yang- Ming University, Taiwan, primo nome dello studio.

I ricercatori hanno esaminato la frequenza con cui il punteggio CHA2DS2-VASc per il rischio di ictus aumenta fino ad almeno uno negli uomini o due nelle donne in 14.606 pazienti (età media 47,8 anni) con fibrillazione atriale di nuova diagnosi e un punteggio CHA2DS2-VASc di zero (8.745 uomini) o uno (5.861 donne) al basale, che non avessero ricevuto antipiastrinici o anticoagulanti orali tra il 1 gennaio 1997 e il 31 dicembre 2010. Durante il follow-up medio durato poco più di tre anni, si è presentato almeno un nuovo fattore di rischio nel 36,3% dei pazienti (n=5.301). Un aumento del punteggio CHA2DS2-VASc fino a uno o più si è verificato nel 16,1% degli uomini a un anno, nel 24,5% a due anni e nel 49,1% a sette anni. Per quanto riguarda invece le donne, un aumento del punteggio fino a due o superiore si è verificato nel 16,2% a un anno, nel 24,9% a due anni e nel 49,9% a sette anni. «Visti i nostri risultati, proponiamo che il punteggio CHA2DS2-VASc venga rivalutato almeno una volta all'anno nei pazienti con fibrillazione atriale, in modo che si possa procedere a prescrivere anticoagulanti orali tempestivamente per la prevenzione dell'ictus» concludono i ricercatori.

Ann Intern Med. 2019. doi: 10.7326/M18-1177
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30597483
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