Clinica

ago12022

Eseguito per la prima volta trapianto di cuore tra pazienti HIV positivi. I dettagli dello straordinario intervento

Per la prima volta è stato eseguito un trapianto di cuore da paziente HIV positivo a paziente HIV positivo.
Questa operazione, eseguita al Montefiore Health System di New York City, è stata resa possibile grazie all'approvazione dell'HIV Organ Policy Equity (HOPE) Actnel 2013, ma ci sono voluti quasi 9 anni per vederla eseguita con successo.

Secondo il comunicato stampa dell'azienda ospedaliera, la paziente, operata agli inizi di questa primavera, aveva 60 anni con un'insufficienza cardiaca avanzata e ha ricevuto il cuore e un trapianto di rene simultaneo. L'ospedale ha fatto sapere che l'intervento chirurgico è durato quattro ore e la paziente ha passato cinque settimane in reparto per riprendersi dall'operazione ed ora è sottoposta a monitoraggio addizionale per il follow-up.
"Diversi mesi dopo, sembra essere davvero tutto a posto con questo trapianto di cuore", ha detto Ulrich P. Jorde, capo della sezione per l'insufficienza cardiaca, il trapianto di cuore e il supporto circolatorio meccanico presso il Montefiore Health System.

"Questa è una pietra miliare per le persone che vivono con l'HIV che hanno bisogno di un trapianto di cuore", ha detto Jorde, ma non solo aggiunge "È una vittoria per tutti".
Il trapianto è una buona notizia per diversi motivi. I pazienti HIV positivi che aspettano un cuore da donatore possono ora avere un nuovo pool di donatori, in quanto i pazienti HIV positivi possono donare solo a pazienti HIV positivi, mentre, prima di questa operazione, i loro cuori non erano disponibili. Le persone con HIV che desiderano essere donatori di organi possono sapere che, se il loro cuore venisse donato, potrebbero salvare una vita e così essere incentivate a diventare donatrici. Infine, anche le persone senza HIV potrebbero beneficiare di questo traguardo: se i possibili donatori HIV positivi diventano elegibili per il trapianto questi vanno ad accorciare le liste di attesa sfoltendo più velocemente i riceventi sieropositivi.

Per soddisfare i requisiti di ammissibilità, l'HIV dei pazienti deve essere perfettamente controllato: il virus deve essere sotto controllo attraverso le terapie standard e anche il ricevente deve soddisfare tutti i criteri necessari per il trapianto di cuore. I riceventi disponibili vanno nella lista d'attesa generale del trapianto di cuore. Inoltre, il paziente deve essere disposto a correre il rischio di far parte di qualcosa di molto innovativo e avere una fiducia eccezionale nel proprio medico.

In passato erano già stati fatti dei trapianti tra persone sieropositive, in particolare per rene e fegato, ma queste operazioni erano meno rischiose per la maggior quota di donatori disponibili e per la capacità intrinseca degli organi di rigenerarsi o di terapie specifiche come la dialisi. Per il cuore, invece, il margine di successo è più ristretto: il rigetto ha esisti nella maggior parte dei casi nefasti e la circolazione extracorporea non è una soluzione sostenibile.
"Il vero pioniere e il vero eroe qui non sono io - ha concluso Jorde - ma il paziente. Il paziente che è stato disposto a correre questo rischio e a fidarsi del medico".
Attualmente solo 2 centri sono autorizzati negli Stati Uniti ad autorizzare questo genere di trapianti tra persone che convivono con l'HIV e inserirle nelle loro liste d'attesa, ma si augurano che alla luce di questi risultati positivi altri centri ottengano l'autorizzazione, dando nuova speranza di vita a molti loro pazienti.
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