Clinica

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Danno renale acuto durante la chemioterapia: una persona su 10 potrebbe esserne colpita

Secondo uno studio canadese pubblicato sul Journal of the National Cancer Institute, quasi uno su 10 pazienti oncologici trattati con chemioterapia o nuovi farmaci mirati potrebbe essere ricoverato per danno renale acuto. «I pazienti devono essere consapevoli che durante il trattamento per il cancro possono verificarsi lesioni renali, sia a causa del cancro stesso che dei farmaci usati per curarlo. Potrebbe essere possibile ridurre il rischio di danno renale acuto mantenendo una buona idratazione e, in alcuni casi, evitando altri farmaci che possono aumentare il rischio per i reni» afferma Abhijat Kitchlu, della University of Toronto, primo nome dello studio. I ricercatori hanno analizzato i dati di circa 163.000 pazienti che hanno iniziato chemioterapia o terapie mirate per una nuova diagnosi di cancro in Ontario dal 2007 al 2014. Complessivamente, 10.880 individui sono stati ricoverati in ospedale con danno renale acuto, per un tasso cumulativo di lesioni renali acute del 9,3%. Le persone con tumori avanzati avevano il 41% in più di probabilità di presentare lesioni renali acute rispetto ai pazienti con cancro in stadio iniziale. Chi invece presentava già una malattia renale cronica aveva ben l'80% in più di probabilità di essere ricoverato in ospedale per insufficienza renale acuta rispetto al gruppo nel suo insieme, mentre chi soffriva di diabete ha avuto il 43% di possibilità in più.

Inoltre, anche i pazienti più anziani che assumevano diuretici, inibitori dell'enzima di conversione dell'angiotensina o bloccanti dei recettori dell'angiotensina erano a rischio più alto di gravi problemi renali. «I pazienti dovrebbero rivolgersi precocemente al medico quando sono preoccupati per la disidratazione o l'infezione, poiché i sintomi correlati al danno renale come diminuzione della produzione di urina, gonfiore, nausea, affaticamento o confusione possono verificarsi solo dopo che i reni sono stati danneggiati» spiega Kitchlu. Gli autori sottolineano che nel loro studio i pazienti avevano più del doppio delle probabilità di sviluppare problemi renali acuti nei primi 90 giorni dall'inizio della cura per il cancro rispetto ai periodi successivi.

JNCI 2018. Doi: 10.1093/jnci/djy167
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30423160
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