Clinica

feb112019

Cancro tiroide, sorveglianza attiva e intervento chirurgico a confronto

I pazienti affetti da cancro alla tiroide che scelgono di seguire la strada della sorveglianza attiva anziché quella dell'intervento chirurgico hanno riferito un peso psicologico della preoccupazione per la loro malattia simile a quello dei pazienti che si sottopongono alla tiroidectomia, che peraltro si è mostrato in diminuzione nel corso del tempo. Questo in sintesi il risultato di un ampio studio sull'argomento portato avanti presso il Kuma Hospital, a Kobe, in Giappone, e pubblicato su JAMA Otolaryngology-Head & Neck Surgery. «I nostri risultati suggeriscono che l'eventuale preoccupazione per il cancro non deve essere vista come un problema per il successo della sorveglianza nel cancro della tiroide» spiega Louise Davies, della Geisel School of Medicine di Hanover, negli Stati Uniti, prima autrice del lavoro.

I ricercatori hanno condotto un sondaggio tra i pazienti seguiti presso il centro giapponese, in cui viene gestita la più grande coorte al mondo di pazienti sottoposti a sorveglianza attiva per microcarcinoma papillare della tiroide. Dei 215 pazienti che hanno completato il sondaggio, il 37% ha riferito che la preoccupazione riguardo al proprio tumore si è presentata a volte, il 42% di rado e il 21% mai. Inoltre, il 32% ha riferito che la preoccupazione ha influenzato un po' o molto il proprio umore, il 44% che lo ha influenzato solo un po', e il restante 24% per niente. Il 14% dei pazienti ha poi affermato che la preoccupazione ha influenzato la propria capacità di svolgere le attività quotidiane un po' o molto. Tra le principali cause di preoccupazione i pazienti hanno riferito la paura della diffusione del cancro, l'eventuale necessità di intervento chirurgico successivo, e la difficoltà nell'interpretare le esperienze corporee nella zona del cancro. Tuttavia, ben il 60% delle persone ha affermato di aver avuto un calo nel livello di preoccupazione entro tre anni dalla diagnosi, e in quel momento la percentuale di partecipanti che ha detto di non essere affatto preoccupata per il cancro è aumentata dal 14% al 25%. Gli autori sottolineano che l'83% dei pazienti si è convinto che la sorveglianza attiva sia stata la decisione migliore per loro. In un editoriale di accompagnamento Anna Sawka e David Goldstein, della University of Toronto, in Canada, suggeriscono che i risultati devono essere un monito per i medici affinché tengano conto sempre delle potenziali preoccupazioni dei pazienti sulla loro diagnosi.

JAMA Otolaryngol Head Neck Surg. 2019. doi: 10.1001/jamaoto.2018.4131 https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30703198

JAMA Otolaryngol Head Neck Surg. 2019. doi: 10.1001/jamaoto.2018.4260
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30703201
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