Clinica

apr162018

Alzheimer, corretto in cellule sviluppate in laboratorio il difetto genetico principale

Secondo uno studio pubblicato su Nature Medicine, alcuni ricercatori dei Gladstone Institutes di San Francisco sono riusciti a scoprire la causa del principale fattore di rischio genetico per la malattia di Alzheimer, un gene chiamato apoE4, e anche a proporre una potenziale soluzione al problema. Avere una copia del gene apoE4 fa più che raddoppiare la probabilità di sviluppare la malattia di Alzheimer, e avere due copie del gene aumenta il rischio di 12 volte, rispetto alla versione più comune del gene, apoE3. «La maggior parte della ricerca sull'Alzheimer e lo sviluppo di farmaci sono condotti su modelli murini della malattia. Tuttavia, una serie di fallimenti negli studi clinici ha spinto gli scienziati a rivolgersi ad altri modelli» afferma l'autore senior Yadong Huang. Grazie alla tecnologia delle cellule staminali pluripotenti indotte, i ricercatori da lui guidati hanno infatti creato in laboratorio dei neuroni a partire da cellule della pelle donate da malati di Alzheimer con due copie del gene apoE4, e da individui sani con due copie del gene apoE3.

Lo studio ha confermato che, nei neuroni umani, la proteina che deriva dal gene apoE4 non è in grado di funzionare correttamente e causa i problemi comunemente riscontrati nella malattia di Alzheimer, compreso l'accumulo della proteina tau e dei peptidi amiloidi. Per comprendere in che modo la presenza o l'assenza di questi geni influenzi la malattia, i ricercatori hanno esaminato le cellule cerebrali che non avevano prodotto nessuna delle due forme di proteina apoE, e hanno visto che in quel caso i neuroni funzionavano come le cellule che esprimevano apoE3. Tuttavia, in caso di aggiunta di apoE4, le stesse cellule sviluppavano i problemi legati alla malattia di Alzheimer. Questo ha indicato chiaramente che la malattia viene promossa dalla presenza di apoE4, e non dall'assenza di apoE3. Il trattamento dei neuroni umani che presentavano apoE4 con un correttore strutturale, sviluppato dal gruppo di Huang in un precedente lavoro, ha eliminato nelle cellule in laboratorio i segni del morbo di Alzheimer, ripristinato la normale funzione e migliorato la sopravvivenza cellulare, e i ricercatori stanno ora lavorando con l'industria farmaceutica per arrivare a testare questo tipo di composto sull'uomo.

Nature Medicine 2018. Doi: 10.1038/s41591-018-0004-z
https://www.nature.com/articles/s41591-018-0004-z
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