Clinica

lug132012

Citopenia pone limiti al trattamento epatite C cronica

Uno studio retrospettivo condotto all’università di Genova su 3.509 persone indica che la presenza di citopenia a livello del sangue periferico può condizionare l’inizio delle terapie antivirali in alcuni pazienti con epatite C cronica che sarebbero altrimenti adatti al trattamento. I pazienti presi in esame si sono presentati al centro ospedaliero genovese dal giugno 2002 fino al maggio 2011 e sono risultati positivi al test anticorpale (anti-Hcv) e all’Hcv Rna. Gli autori hanno somministrato la terapia antivirale sulla base delle linee guida dell’Easl (European association for the study of liver) e hanno condotto un’analisi per verificare le casistiche in cui questo non è stato possibile. Il 49,7% di questi pazienti non è risultato candidabile al trattamento per ragioni non riconducibili ad anomalie ematologiche. Nei restanti 1.538 pazienti, la prevalenza di soggetti con citopenia periferica che potenzialmente rendeva inappropriata la terapia antivirale è stata del 15,1%. Per la maggior parte dei casi (8,9%) si è trattato di anemia, con livelli di emoglobina inferiori ai 12 g/dL per le donne e ai 13 g/dL per gli uomini; nel 6,5% dei pazienti è stata rilevata una trombocitopenia con una conta piastrinica sotto il valore di soglia di 90 x 109/L e nel 3,2% neutropenia, con una conta di neutrofili al di sotto di 1,5 x 109/L. Nei soggetti affetti da cirrosi e quelli con età più elevata, le anomalie ematologiche hanno avuto un’incidenza più elevata.

Liver Int, 2012; 32(7):1113-9


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