apr112011
Il “richiamo” della Corte di Cassazione, dopo aver rilevato la responsabilità professionale tra la morte di una paziente e un errore medico, al codice deontologico è ''giusto'', ma le valutazioni ora ''spettano all'ordine professionale''. Lo spiega Amedeo Bianco, presidente della Federazione degli Ordini dei Medici (Fnomceo), sottolineando che «prima di dare un giudizio definitivo bisogna leggere il dispositivo» e che «bisogna fare attenzione alle sentenze e leggerle bene». «Non è la Cassazione, che infatti si limita a richiamare il codice - prosegue - che determina il giudizio disciplinare, che invece compete all'ordine». Se un atto medico sia «utile e proporzionato» ricorda Bianco va rilevato secondo «le leggi delle arti mediche e secondo la responsabilità tecnica ed etica del medico he deve sempre agire in scienza e coscienza sulla base delle migliori evidenze tecniche. Non bisogna dimenticare però che si tratta di equilibri molto delicati e che ogni relazione di cura è un evento unico e irripetibile. Bisogna allora indagare quale obiettivo si era dato il medico e quale obiettivo aveva illustrato alla paziente per valutare se l'intervento era utile e proporzionato. Succede spesso che in casi di tumore al pancreas si facciano interventi di palliazione, come la derivazione biliare per evitare l'ittero». E se a una paziente giovane si prospetta un intervento del genere, che potrebbe allungare di qualche mese la vita, interventi certo, «su orizzonti molto arditi», è il ragionamento di Bianco, «si tratta di intervento sproporzionato? ».