Cardiologia

nov152018

Malattie cardiovascolari, il costo per il servizio sanitario potrebbe diminuire con la prevenzione

In occasione del congresso "Nuove prospettive nella prevenzione secondaria cardiovascolare: focus sull'ipercolesterolemia" tenutosi a Roma e promosso da Forum Meridiano cardio, gli esperti hanno sottolineato che i costi sanitari dovuti alle malattie cardiovascolari in Italia sono molto alti. «Le malattie cardiovascolari sono responsabili del 35% delle morti totali nel nostro paese. Non deve dunque sorprendere che i costi sanitari, diretti e indiretti, associati a tali patologie ammontino a circa 21 miliardi di euro l'anno. In particolare, i costi sanitari diretti, riconducibili per l'84% ai ricoveri ospedalieri, ammontano a 16 miliardi, l'11% della spesa sanitaria complessiva» afferma Francesco Saverio Mennini, direttore Eehta, Università Tor Vergata di Roma, tra i relatori del convegno. Gli esperti hanno discusso della necessità di modifiche radicali dello stile di vita della popolazione, ma anche di interventi famacologici mirati a trattare diabete, ipertensione e soprattutto ipercolesterolemia. Nonostante infatti i dati mostrino indubbi benefici derivanti dalla riduzione del colesterolo, la situazione reale indica che l'aderenza alla terapia ipolipemizzante è estremamente bassa, raggiungendo solo il 45,9% nei pazienti a rischio cardiovascolare molto alto e il 30,2% nei pazienti a rischio medio. Non solo, ma una quota di questi pazienti risulta trattata in maniera subottimale, e anche nel caso di un trattamento ottimale, più della metà dei soggetti non raggiunge i livelli target di colesterolo LDL definiti dalle linee guida. Le motivazioni di questi interventi inefficaci in prevenzione secondaria sono molteplici, ma senza dubbio un fattore fondamentale è rappresentato dalla scelta della terapia, che è a sua volta legata all'iter burocratico dei piani di rimborsabilità. «Per migliorare questa situazione è auspicabile sviluppare un collegamento fra i centri prescrittori abilitati a valutare i criteri di rimborsabilità e a formulare i piani terapeutici nel singolo paziente, e i colleghi che operano sul territorio in modo da creare dei percorsi diagnostico-assistenziali» conclude Pasquale Perrone Filardi, direttore della Scuola di specializzazione in malattie dell'apparato cardiovascolare dell'università Federico II di Napoli.

Comunicato stampa


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