Cardiologia

apr162012

Cardiologi Usa, Tavi sicura a due anni dall’intervento

Ulteriori conferme sulla sicurezza dell'impianto transcatetere di valvola aortica (Tavi) giungono da Chicago dove, in occasione  del 61esimo congresso dell’American college of cardiology (Acc) sono stati presentati i dati a 2 anni dello studio Partner Coorte A, che confronta, in pazienti ad alto rischio, la Tavi con l’intervento cardiochirurgico tradizionale. I risultati, pubblicati sul New England Journal of Medicine (Nejm), dimostrano che, anche dopo 24 mesi dall’intervento, non vi è alcuna differenza statisticamente significativa tra le due procedure sotto il profilo della mortalità generale (33,9% per la Tavi rispetto a 35% per la cardiochirurgia). Questo risultato conferma quanto emerso dal confronto a 12 mesi, pubblicato sulla stesso Nejm un anno prima, ossia nessuna differenza di outcome: mortalità generale pari al 24,2% per la Tavi e del 26,8% per l'intervento tradizionale. Ciò ha portato gli autori a concludere come la Tavi sia da considerare una valida «alternativa all’intervento tradizionale a cuore aperto in pazienti ad alto rischio con stenosi aortica. I due trattamenti risultano simili per mortalità, riduzione nei sintomi cardiaci e miglioramento delle prestazioni emodinamiche della valvola». Lo studio Partner, condotto tra il maggio del 2007 e il settembre del 2009 su 699 pazienti con grave stenosi aortica sintomatica, è il primo studio randomizzato, controllato, condotto sulla Tavi, e l’unico sinora che mostri risultati di follow-up su tutti i pazienti per almeno due anni. Da sottolineare che viene anche dissipato un dubbio sollevato dai risultati dopo 12 mesi, che avevano evidenziato l’ipotesi che alla procedura Tavi potessero essere associati maggiori episodi di attacchi ischemici e ictus: i nuovi dati dimostrano infatti che non esiste alcuna differenza significativa nel rischio di questa conseguenza tra i pazienti Tavi e quelli operati con chirurgia standard. La valutazione, attualmente in corso, dei risultati dopo 36 mesi mostra un andamento simile, per quanto concerne la mortalità. 

N Eng J Med, 2012 Mar 26. [Epub ahead of print]


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