giu252012
Le persone che sono sopravvissute a un cancro nell'infanzia, in particolare quelle esposte a radiazioni a livello addominale, sono da ritenere ad aumentato rischio di neoplasie maligne gastrointestinali. Ciò suggerisce di instaurare la sorveglianza più precocemente rispetto a quanto raccomandato nella popolazione generale. Lo rivela uno studio retrospettivo di coorte multicentrico americano, sostenuto dal National cancer institute. I ricercatori hanno analizzato i dati relativi a 14.358 soggetti che avevano ricevuto – tra il 1970 e il 1986 - una diagnosi di cancro a un'età inferiore a 21 anni e che erano sopravvissuti per almeno 5 anni dopo la diagnosi iniziale. A un follow-up medio di 22,8 anni, sono stati identificati 45 casi di cancro gastrointestinale. Il rischio per tale tumore è risultato 4,6 volte superiore nei sopravvissuti a un cancro nell'infanzia che nella popolazione generale. Il rapporto di incidenza standardizzato (Sir) per cancro colorettale è risultato pari a 4,2. Il massimo rischio di neoplasia maligna gastrointestinale si è avuto con l'esposizione a radiazioni adddominali (Sir: 11,2). In ogni caso, anche i sopravvissuti a cancro non esposti a radiazioni hanno rivelato un rischio significativamente aumentato. Altri fattori che in modo indipendente hanno dimostrato di incrementare il rischio neoplasia maligna gastrointestinale sono stati la somministrazione di procarbazina ad alte dosi o di farmaci a base di platino (Sir: 3,2 e 7,6, rispettivamente).Ann Intern Med, 2012; 156(11):757-66