Clinica

lug202012

Ca seno metastatico: modesti i vantaggi con bevacizumab

Secondo una revisione Cochrane, i benefici complessivi derivanti dall'aggiunta di bevacizumab alla chemioterapia nel trattamento del carcinoma mammario metastatico va considerato modesto. Se, infatti, l'uso dell'anticorpo contro il Vegf determina un significativo aumento della sopravvivenza libera da progressione di malattia (Pfs), tale impiego non determina invece un effetto significativo sulla sopravvivenza complessiva (Os) né sulla qualità di vita (QoL). L'esito emerge da una meta-analisi effettuata dal Cochrane Breast Cancer Group basata sui dati di 7 studi clinici - per un totale di 4.032 donne - relativi all'uso di bevacizumab in caso di cancro mammario recettore negativo o di progressione tumorale durante trattamento ormonale. Nella terapia sia di prima sia di seconda linea la Pfs e il tasso di risposta sono apparsi significativamente migliori nelle pazienti trattate con bevacizumab rispetto a quelle trattate con la sola chemioterapia standard. Tali effetti sono risultati dipendenti dal regime usato e i risultati migliori sono stati ottenuti in combinazione con paclitaxel nei casi non precedentemente trattati per malattia metastatica. In ogni caso l'Os non è risultata differente in modo significativo, né in prima né in seconda linea. Scarso impatto si è anche notato sulla qualità della vita. Sfavorevole, infine, il profilo di tossicità, con alti tassi di eventi avversi di grado III/IV (odds ratio: 1,77). Secondo gli autori della revisione, per studiare meglio gli effetti dei nuovi farmaci contro il ca del seno in stadio avanzato bisognerebbe seguire le pazienti fino all'exitus, e non solo per un limitato periodo di tempo. «Il rallentamento della progressione della malattia non sembra comportare un aumento della sopravvivenza totale» afferma Anna Dorothea Wagner, prima firma della revisione e ricercatrice dell'Ospedale Universitario Valdese di Losanna (Svizzera). «Quindi non è sufficiente dimostrare che la malattia rallenti per stabilire che un farmaco è efficace nel trattamento del tumore».

Cochrane Database Syst Rev, 2012; 7:CD008941


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