lug172012
In Italia si osservano variabilità nel follow-up dopo trattamento per cancro endometriale. Uno studio retrospettivo, condotto in 8 centri italiani, rileva che le donne con ricorrenza asintomatica hanno un miglior outcome clinico rispetto a quelle con recidiva sintomatica. L'approccio ottimale – precisano Luisa Carrara della Clinica Ostetrico-ginecologica dell'università di Brescia e collaboratori – è ancora sconosciuto e non sono state stabilite linee guida per porre a confronto diversi protocolli di follow-up. Sono necessari studi prospettici di costo-efficacia. L'indagine è stata condotta su 282 donne consecutive colpite da ricorrenza di cancro endometriale: le ricorrenze si localizzavano a livello della volta vaginale in 35 donne (12,4%), della regione pelvica centrale in 51 (18,0%), della parete pelvica in 14 (4,9%), dei linfonodi in 39 pazienti (13,8%). Inoltre, in 128 casi (45,3%) è stata osservata una recidiva a distanza mentre 15 pazienti (5,3%) hanno sviluppato una recidiva a distanza e anche locale. Il sito della recidiva ha influenzato la sopravvivenza poiché le pazienti con ricorrenze vaginali vivevano significativamente più a lungo rispetto ai soggetti con ricorrenze in altri siti. Ottanta (28,4%) donne sono diventate sintomatiche e hanno anticipato la visita rispetto a quanto previsto dalla schedula, 37 (13,1%) hanno riportato i sintomi durante l'incontro di follow-up e 165 (58,5%) erano asintomatiche. Fra le pazienti asintomatiche la prima procedura utilizzata per valutare l'opportunità di approfondimenti diagnostici è stata la visita clinica per 60 su 165 pazienti (36,4%), l'imaging per 103 (62,4%) e l'esame citologico in due casi (1,2%). I sintomi alla ricorrenza possono predire la sopravvivenza: le pazienti con ricorrenza asintomatica hanno mostrato infatti una sopravvivenza mediana dal momento della recidiva pari a 35 mesi contro 13 mesi in presenza di sintomi.Int J Gynecol Cancer. 2012 Jul;22(6):1013-1019