ott282011
In tema di contratti di lavoro per la medicina generale la provincia di Bolzano non può decidere in piena autonomia ma deve adeguarsi agli indirizzi degli accordi collettivi nazionali. Si riassumerebbe in questi termini la sentenza della corte d’Appello che nei giorni scorsi ha dato ragione alla Fimmg nella lunga battaglia sindacale contro l’amministrazione altoatesina. «I giudici» spiega Luigi Rubino, segretario provinciale della Federazione «hanno bocciato l’accordo provinciale nella parte in cui fissa a 1.500 abitanti per Mmg il rapporto ottimale. Dobbiamo ancora leggere il dispositivo ma è evidente che, a parte la questione di dettaglio, la sentenza rende di fatto nulla l’intesa perché non ricalca il contratto nazionale». Per Fimmg, in sostanza, sarebbe la conferma delle tesi sostenute da anni: «In nome della propria autonomia» prosegue Rubino «la provincia ha sempre imposto accordi locali che anziché integrare la Convenzione nazionale si muovevano per conto proprio. E così a Bolzano non c’è associazionismo, non c’è infermiere di studio, il personale di segreteria è retribuito diversamente, le assenze vanno comunicate dal primo giorno e la reperibilità dei Mmg passa dal 118».E’ la seconda volta che Fimmg ricorre al giudice per impugnare l’accordo provinciale: la prima, tuttavia, alla decisione favorevole del giudice del lavoro era seguita la bocciatura della corte d’appello. Ora, invece, si prospetta un’altra musica: «Prima vediamo se l’amministrazione ricorre in Cassazione» avverte Rubino «noi, una volta letto il dispositivo, chiederemo di ridiscutere l’intesa del 2008, firmata dal sindacato locale maggioritario ma non da noi». I giudici di secondo grado, infine, hanno accolto le tesi della Fimmg anche sulla competenza in materia, ricondotta al giudice del lavoro anziché al Tar come avrebbe preferito la provincia.