gen162012
Bianco: possibile no a cure non urgenti. Contrario il giurista
Ha aperto il dibattito la vicenda del chirurgo romano che ha rifiutato di operare una paziente, non urgente, che aveva denunciato un altro medico. Un atteggiamento, secondo la Fnomceo, non da condannare, perché il medico, spiega il presidente Amedeo Bianco, «ha la facoltà di ritenere che non vi siano sufficienti elementi per il rapporto fiduciario con il paziente e quindi magari rifiutarsi di operare o assistere un paziente, sempre che non si tratti di interventi di urgenza e che dal mancato intervento non derivi un danno alla salute. Casi del genere possono verificarsi laddove il rapporto fiduciario medico-paziente non parte». Di parere opposto invece giurista bioeticista Amedeo Santosuosso: «Quello avanzato dal chirurgo romano è in realtà un rifiuto “sociale”, legato cioè alla personalità del paziente, ed è quindi inammissibile a livello di codice deontologico», dove è prevista la possibilità di rifiutare un intervento che comporta un rischio di tipo medico «come per esempio eseguire un'operazione senza trasfusioni di sangue su un testimone di Geova». La libertà del medico, spiega il giurista, «non si può esprimere nei confronti del paziente, ma rispetto alle pressioni del potere pubblico. Una scelta del genere va invece contro i diritti fondamentali della persona, tra cui quello di avere idee di un certo tipo».