Arteriosclerosi

gen262011

Efflusso di colesterolo e aterosclerosi: relazione inversa

La capacità di efflusso del colesterolo dai macrofagi, una funzione misurabile delle Hdl (e della capacità di accettare tale colesterolo), presenta una forte relazione inversa sia con lo spessore della intima-media carotidea sia con la probabilità di...
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ott192010

Placca più stabile negli infartuati pretrattati con statine

Il trattamento con statine prima dell’insorgenza di un infarto del miocardio con sovraslivellamento St (Stemi) è associato a una ridotta incidenza di rotture di placca aterosclerotica, suggerendo che la prevenzione di tale fenomeno può...
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giu252010

Spessore carotideo si riduce con attività fisica intensa

La proporzione di tempo speso in attività sedentarie è direttamente associata allo spessore dell’intima-media (Imt) delle carotidi comuni (Cca), indipendentemente dall’età e da altri fattori di rischio aterosclerotico consolidati....
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giu222010

Aterosclerosi regredisce con inibitore fosfodiesterasi

In un confronto tra farmaci antiaggreganti efficaci nel prevenire recidive aterosclerotiche in pazienti con diabete di tipo 2, la somministrazione di cilostazol, inibitore della fosfodiesterasi, rispetto a quella di acido acetilsalicilico (Asa) ha determinato...
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mag12010

Eventi cardiovascolari predetti da placche arteriose

Cardiologia La rilevazione di placche ateromasiche a livello carotideo o delle arterie femorali mediante ecografia rappresenta un fattore predittivo indipendente per il calcolo del rischio cardiovascolare (Cv). è questa la conclusione di uno studio...
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apr192010

Nuove tecniche di imaging per la placca instabile

di Simona Zazzetta   Si arricchisce la tecnologia per la diagnostica delle patologie coronariche, con nuove metodiche di imaging endocoronarico che permettono di individuare e studiare le placche aterosclerotiche e la loro vulnerabilità. L’ecografia...
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apr192010

Grasso pericardico predice placca aterosclerotica

La presenza di grasso pericardico è correlata alla presenza di placche coronariche aterosclerotiche, non stenotiche e non calcifiche, identificate mediante Tac multistrato ed è associata allo sviluppo precoce di coronaropatia in modo molto...
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mar152010

Un sartano riduce gli ateromi coronarici

Alcuni studi condotti con ecografia carotidea intravascolare (Ivus) hanno documentato un rallentamento della progressione dell’ateroma grazie all’assunzione di alcuni farmaci, ma non si sono avuti dati convincenti di tale regressione con agenti...
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gen212010

Cuore: omega-3 per ringiovanire cellule

Cardiologia (x cardiologia33) In pazienti affetti da patologie coronariche, i livelli plasmatici di acidi grassi omega-3 risulterebbero inversamente proporzionali all’accorciamento dei telomeri cromosomici, noto marker di invecchiamento cellulare....
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gen132009

Calcificazioni coronariche: sonno riduce rischio

Cardiologia-cardiopatia ischemica Un’ora extra di sonno per notte è associata ad una riduzione del 33 percento nello sviluppo di calcificazioni coronariche. Si tratta della prima volta in cui la durata del sonno viene associata ad un marcatore...
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