Clinica

set182013

Allevamento intensivo aumenta rischio di antibioticoresistenza

Vivere in prossimità di un allevamento intensivo o di un campo concimato con letame proveniente da tali allevamenti può essere rischioso per la salute umana, aumentando il rischio di infezioni causate da batteri resistenti agli antibiotici. Questo è il risultato al quale sono giunti Joan A. Casey, della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health di Baltimora (USA), e colleghi combinando dati di tipo geografico, ambientale e clinico. L’analisi di Casey ha coinvolto poco meno di 450.000 soggetti residenti in Pennsylvania, focalizzando in particolare l’attenzione su 1.539 persone con infezione da Staphylococcus aureus reistente a meticillina contratta in comunità, 1.335 con infezione contratta in ambiente ospedaliero, 2.895 casi di infezione di pelle e tessuti molli (indipendentemente dal batterio responsabile) e 2.914 controlli. «L’80% degli antibiotici venduti negli Stati Uniti è destinato all’allevamento intensivo, con lo scopo di migliorare la crescita degli animali» spiegano gli autori «ma circa il 75% di questi antibiotici non viene assorbito e finisce nel letame che viene poi utilizzato per concimare i campi». E l’uso massiccio di antibiotici genera batteri resistenti - come per esempio lo S. aureus resistente a meticillina valutato nello studio da Casey e colleghi - che possono colonizzare anche l’uomo. Dall’analisi pubblicata su Jama internal medicine è in effetti emerso che le infezioni causate da questo batterio e quelle di pelle e tessuti molli sono più frequenti nelle persone che vivono più vicine ad allevamenti intensivi, in particolare di suini, o a campi concimati con letame di questi allevamenti. Gli autori stimano che circa l’11% di queste infezioni abbia tale origine. «La modalità di trasmissione all’uomo non è del tutto chiara: contatto diretto con gli animali, carne introdotta nella catena alimentare, ma anche la diffusione tramite aria o terreno» spiega Franklin D. Lowy nel suo editoriale di commento «Lo studio dimostra comunque che gli allevamenti intensivi sono un vero e proprio serbatoio di batteri resistenti agli antibiotici».

JAMA Intern Med. Published online September 16, 2013.


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