ALLERGIE

Per allergia o IPERSENSIBILITÀ si intende una risposta esagerata dell'organismo a sostanze (ALLERGENI) ambientali, innocue per l'80% delle persone.
Perchè si verifichi una reazione allergica è necessario che l'allergene venga a contatto una prima volta con l'organismo: questo primo contatto determina la produzione di un particolare tipo di anticorpi chiamati reagine (IgE=Immunoglobuline E).

Quando lo stesso tipo di allergene entra una seconda volta in contatto con lo stesso organismo, gli anticorpi già sensibilizzati, portano alla produzione di istamina e altri composti chimici, ai quali sono dovuti i sintomi che accompagnano le malattie allergiche (soprattutto il prurito).
Gli allergeni più comuni sono rappresentati da pollini di fiori o di piante, spore di funghi, polvere domestica (contiene un minuscolo parassita allergizzante), peli animali, muffe, cibi, veleni di insetti, alcuni farmaci, cosmetici, profumi, sostanze chimiche (tinture, detersivi, insetticidi, ecc.).

I soggetti con malattie allergiche hanno in comune una predisposizione ereditaria a sviluppare ipersensibilità agli allergeni ambientali; anche in presenza di tale tendenza familiare all'allergia, i figli possono però manifestare forme diverse di allergia rispetto ai genitori; inoltre, un individuo può essere allergico anche a più di una sostanza.
L'allergia può manifestarsi a qualunque età, ma in genere si rivela prima dei 40 anni; il momento in cui si evidenzia è determinato dalla durata dell'esposizione agli allergeni e dall'intensità della loro azione sul soggetto.

Le malattie allergiche umane più comuni (dette anche MALATTIE ATOPICHE) sono rappresentare dalla cosiddetta febbre da fieno, dall'asma, da alcuni casi di orticaria, dalle reazioni ai cibi ed ai farmaci, dalle reazioni alle punture di insetti.





ASMA BRONCHIALE

L'asma bronchiale è una ostruzione reversibile delle vie aeree, non causata da altre affezioni bensì da uno spasmo della muscolatura dei bronchioli (ultima ramificazione dei bronchi).
Le mucose che rivestono i bronchi si gonfiano, restringendo il passaggio dell'aria e rendendo così difficile la respirazione. Tale spasmo della muscolatura bronchiolare può essere dovuto a molteplici fattori: quando è però provocato da una esposizione ad allergeni (soprattutto pollini, muffe, polvere domestica o peli animali) e la sintomatologia è legata alla liberazione di istamina mediata dalle IgE, allora si parla di ASMA ESTRINSECO o allergico.

L'asma allergico rappresenta solo il 10-20% circa della popolazione asmatica adulta, mentre in circa il 30-50% degli adulti asmatici, gli episodi sintomatici sembrano essere scatenati da fattori non allergenici (infezioni, sostanze irritanti, fattori emozionali).





CONGIUNTIVITE ALLERGICA

É una infiammazione della congiuntiva (membrana che ricopre la superficie esposta del globo oculare e la parte interna delle palpebre) che fa abitualmente parte di una sindrome allergica più ampia, come la febbre da fieno, oppure può presentarsi anche isolata per un contatto diretto con sostanze veicolate nell'aria (polline, spore di funghi, polveri di vario tipo o peli animali).

Sintomi e segni: il segno preponderante è rappresentato dal prurito; può essere accompagnato da eccessiva lacrimazione; la congiuntiva è gonfia (edematosa) e arrossata (iperemica).

Diagnosi: il medico si basa sulla storia clinica del paziente (in genere la causa è evidente); se si sospetta una congiuntivite allergica ma i test cutanei sono equivoci, può risultare talvolta positivi un test provocativo oftalmico.

Terapia: evitare il contatto con l'allergene identificato come responsabile o solo sospettato. Per ridurre l'irritazione può essere utile l'uso frequente di colliri blandi (es. soluzione salina tamponata 0.65%). Utili gli anti-istaminici orali (quelli topici aumentano la frequenza della dermatite da contatto). Le lenti a contatto devono essere assolutamente evitate.





FEBBRE DA FIENO

Termine usato comunemente per indicare la RINITE ALLERGICA, ovvero l'infiammazione delle mucose nasali dovuta ad allergia; si manifesta in genere in forme stagionali ed è per lo più causata da pollini aerei.

Sintomi e segni: il naso, la volta della bocca, la gola e gli occhi cominciano a dare prurito, gradualmente o improvvisamente dopo l'inizio della stagione dei pollini. Insieme al prurito o poco dopo compaiono lacrimazione, starnutazione e secrezione nasale liquida e acquosa; possono inoltre essere presenti mal di testa, irritabilità, scarso appetito, depressione ed insonnia; le palpebre sono gonfie e gli occhi irritati; man mano che la stagione avanza, possono manifestarsi tosse ed affanno.

Diagnosi: il medico si basa sulla storia clinica del paziente (soprattutto riferendosi alla stagionalità delle manifestazioni), sulla presenza dei sintomi e segni sopradescritti e sull'esecuzione dei test cutanei.

Terapia: i sintomi possono essere diminuiti evitando l'allergene; molti pazienti ricavano sollievo dalla somministrazione di anti-istaminici orali; quando questi ultimi non siano sufficienti è possibile ricorrere ai cortisonici. Se la terapia farmacologica è scarsamente tollerata, se si deve ricorrere ai cortisonici durante la stagione o se si manifesta asma, è consigliato il trattamento desensibilizzante, da iniziare subito dopo il termine della stagione dei pollini.





ORTICARIA

Termine usato comunemente per indicare la RINITE ALLERGICA, ovvero l'infiammazione delle mucose nasali dovuta ad allergia; si manifesta in genere in forme stagionali ed è per lo più causata da pollini aerei.

Sintomi e segni: il naso, la volta della bocca, la gola e gli occhi cominciano a dare prurito, gradualmente o improvvisamente dopo l'inizio della stagione dei pollini. Insieme al prurito o poco dopo compaiono lacrimazione, starnutazione e secrezione nasale liquida e acquosa; possono inoltre essere presenti mal di testa, irritabilità, scarso appetito, depressione ed insonnia; le palpebre sono gonfie e gli occhi irritati; man mano che la stagione avanza, possono manifestarsi tosse ed affanno.

Diagnosi: il medico si basa sulla storia clinica del paziente (soprattutto riferendosi alla stagionalità delle manifestazioni), sulla presenza dei sintomi e segni sopradescritti e sull'esecuzione dei test cutanei.

Terapia: i sintomi possono essere diminuiti evitando l'allergene; molti pazienti ricavano sollievo dalla somministrazione di anti-istaminici orali; quando questi ultimi non siano sufficienti è possibile ricorrere ai cortisonici. Se la terapia farmacologica è scarsamente tollerata, se si deve ricorrere ai cortisonici durante la stagione o se si manifesta asma, è consigliato il trattamento desensibilizzante, da iniziare subito dopo il termine della stagione dei pollini.