apr172012
Secondo uno studio condotto a Taiwan, l’acido aristolochico, un componente usato tradizionalmente nei rimedi erboristici, può portare a insufficienza renale e cancro del tratto urinario superiore nelle persone esposte alla tossina. È un’ulteriore conferma della pericolosità di questa sostanza. A Taiwan, dove i preparati erboristici a base di acido aristolochico sono molto popolari, si registra la maggiore incidenza al mondo di tumori del tratto urinario superiore. Dopo uno studio effettuato su 151 di questi pazienti, Arthur P. Grollman dell’university school of Medicine di New York e il suo gruppo internazionale di ricercatori concludono che i due fenomeni sono collegati e che, anzi, l’esposizione all’acido è il principale fattore causale dell’alta percentuale di questo tipo di tumori a Taiwan. L’acido aristolochico reagisce con il Dna e finisce per produrre lesioni che si concentrano in particolare sulla corteccia renale, dove possono costituire un biomarcatore specifico che testimonia dell’avvenuta esposizione; ma le lesioni si trovano anche nell’urotelio, dove danno origine a mutazioni nel gene che codifica per la proteina Tp53, che ha una funzione di soppressione tumorale. Tali mutazioni - peraltro identiche a quelle che si associano alla nefropatia endemica dei Balcani, una forma di nefrite interstiziale – sono state osservate nella maggior parte dei pazienti studiatie sono state considerate segno inequivocabile dell’esposizione all’acido aristolochico. Proc Natl Acad Sci USA, 2012 Apr 9. [Epub ahead of print]