Le malattie vascolari

 

 

 

LE MALATTIE CARDIOVASCOLARI SONO UNA MINACCIA PER LA SALUTE

Il grado di diffusione delle principali malattie cardiovascolari, quali l'infarto al miocardio, l'ipertensione e l'aterosclerosi, nelle popolazioni dei paesi industrializzati è stato stabilito mediante studi epidemiologici e clinici.
Come si può osservare dalla Figura 1, seppure leggermente diminuite nel 1978 rispetto al 1968, queste malattie rappresentano di gran lunga (oltre il 50% del totale) la causa di morte più importante nei paesi economicamente sviluppati, compreso il nostro. Il termine di paragone in questi studi è rappresentato dall'incidenza della malattia coronarica, una manifestazione della quale è l'infarto al miocardio. Nei vasi coronarici malati si osserva un restringimento del lume causato dalla formazione della cosiddetta placca aterosclerotica (Figura 2) che disturba il flusso del sangue e altera la struttura parietale.
Anche i grossi vasi sanguigni, come per esempio quelli carotidei (Figura 3) vanno incontro a questo fenomeno.
Questo ispessimento della parete arteriosa contiene quantità variabili di colesterolo (Figura 4) e cellule.

 

 

I FATTORI DI RISCHIO PER LO SVILUPPO DELLE MALATTIE CARDIOVASCOLARI

Non esiste un rapporto diretto causa-effetto per quanto concerne l'instaurarsi delle malattie cardiovascolari. Viceversa esistono un certo numero di fattori che predispongono l'individuo a queste malattie (fattori di rischio) e che meritano un'attenta valutazione in ordine alle conseguenze che possono determinare sull'uomo. Alcuni di questi fattori sono di origine endogena (genetica) e altri sono di provenienza esogena (ambientale). L'interazione di questi elementi, tutti potenzialmente in grado di agire sulla parete dei vasi sanguigni di tipo arterioso, può comportare la manifestazione della malattia. Un altro indice di rischio, per le malattie cardiovascolari, così come si può desumere da studi condotti su popolazioni umane che differiscono per razza, sesso, abitudini e stili di vita, comporta una elevata incidenza di morbilità e mortalità.

 

 

I PRINCIPALI FATTORI DI RISCHIO PER LE MALATTIE CARDIOVASCOLARI SONO NOTI

I principali fattori di rischio per le malattie cardiovascolari sono: l'ipertensione, il fumo, le dislipidemie e il diabete. Anche se i meccanismi d'azione dei principali fattori di rischio per le malattie cardiovascolari non sono completamente conosciuti, si sa qual'é la loro pericolosità.
Come si può vedere dalla Figura 5, infatti, il rischio di sviluppare la malattia coronarica è enormemente superiore quando la pressione sanguigna supera il valore di 160 mmHg. In modo simile, un alto livello di colesterolo totale (250-300 mg/dL; Figura 6) o un consumo elevato di sigarette (Figura 7) aumenta considerevolmente il rischio di malattia coronarica.
Se i fattori di rischio sono espressi contemporaneamente nello stesso individuo (Figura 8) il rischio di contrarre la malattia coronarica aumenta ancora di più.

 

 

LE RISORSE FINANZIARIE E I RICERCATORI IMPEGNATI NELLA RICERCA SULLE MALATTIE CARDIOVASCOLARI SON INSUFFICIENTI

I dati disponibili indicano che la spesa per finanziare progetti inerenti la ricerca e lo sviluppo in Italia sono tra i più bassi tra i paesi più avanzati dell'O.C.S.E. (Figura 9).

SPESA PER PROGETTI INERENTI LA RICERCA E SVILUPPO - (figura 9)

Paesi 1970 1980 1990 Incremento % medio annuo
milioni di dollari USA
a prezzi 1985
% milioni di dollari USA
a prezzi 1985
% milioni di dollari USA
a prezzi 1985
% 1980
1970
1990
1980
1990
1970
FRANCIA 9.214 7,4 12.215 7,6 20.051 7,6 2,9 5,1 4,0
GERMANIA 12.635 10,2 19.331 12,0 27.517 10,5 3,9+ 4,0+ 4,0
GIAPPONE 14.151* 11,4 24.665 15,3 53.502 20,4 6,4* 8,1 7,3*
ITALIA 3.605 2,9 4.723 2,9 10.184 3,9 2,7 8,0 5,3
REGNO UNITO 10.759° 8,7 14.197+ 8,8 17.152 6,3 2,3° 2,1+ 2,2°
STATI UNITI 71.423 57,5 82.252 51,1 128.329 48,8 1,4+ 4,5 3,0
TOTALE 124.279 100,0 161.016 100,0 262.863 100,0 2,6 5,0 3,8

L'incidenza della spesa per ricerca, pari a circa 20.000 miliardi di lire/anno, risulta essere circa l'1.4% del P.I.L., ben lontana dal valore di altri Paesi industrializzati, quali USA, Giappone, Germania, Francia e Gran Bretagna (Figura 10).

Analogamente il numero degli addetti non sembra essere congruo alle aspirazioni rappresentate nei progetti di ricerca (fonte: Università Ricerca, anno IV, nø12, dicembre 1993).
Purtroppo bisogna notare che errori sono stati compiuti nella scelta della destinazione delle risorse finanziarie da investire nei vari progetti, per cui si sono manifestati, stranamente, anche degli sprechi. Se si tiene presente che le malattie cardiovascolari crescono in proporzione con l'età e che la popolazione di ultrasessantacinquenni è destinata ad aumentare considerevolmente nei prossimi decenni (Figura 11) si può intuire quale può essere l'impatto futuro di queste malattie in termini economici e sociali.

PERCENTUALE DI ULTRASESSANTACINQUENNI NELLA POPOLAZIONE - (figura 11)

PAESI 1980 2000 2010
FRANCIA 13,96 15,28 16,26
GERMANIA 15,51 17,12 20,35
GIAPPONE 9,10 15,20 18,62
ITALIA 13,45 15,31 17,28
REGNO UNITO 14,87 14,48 14,61
STATI UNITI 14,87 14,48 14,61
Dati OCSE 1998 11,29 12,15 12,79

Viceversa quando problemi di questo tipo vengono affrontati in tempo mediante opportuni interventi preventivi mirati, per esempio, al controllo di uno dei fattori di rischio più importanti, quale l'ipertensione, gli effetti a livello di popolazione si fanno tangibili (Figura 12).

 

 

LA RICERCA DI BASE HA UN RUOLO IMPORTANTE NELLA COMPRENSIONE E NEL CONTROLLO DELLE MALATTIE CARDIOVASCOLARI

I recenti progressi conseguiti dalla ricerca di base in merito ai meccanismi d'azione mediante i quali vari fattori determinano il variegato quadro delle malattie cardiovascolari ha aperto agli scienziati e ricercatori una nuova era. La biologia cellulare e la biologia molecolare, in particolare, fanno intravedere la possibilità di usare in un prossimo futuro mezzi rivoluzionari per la diagnosi e la cura di queste malattie con notevoli risparmi economici per la comunità. Inoltre una nuova frontiera di fruttuosa collaborazione si sta aprendo tra ricercatori di base e clinici per mettere il cittadino nella possibilità di superare i problemi connessi con queste malattie e di godere di un migliore stile di vita e di un maggior benessere sociale.

 

 

I PROGRESSI DELLA RICERCA DI BASE POSSONO PORTARE BENEFICI APPLICATIVI E ANCHE A OCCASIONI DI RILANCIO PER L'ECONOMIA

Il pa?rimonio culturale e scientifico scaturito dalla passione e dedizione di ricercatori operanti in ambito regionale deve poter trovare il giusto riconoscimento nazionale e internazionale. La premessa al conseguimento di questo obiettivo è la valorizzazione e l'incremento del personale afferente ai vari gruppi di ricerca operanti nel Veneto. In secondo luogo è auspicabile che si realizzi una saldatura tra i gruppi di ricerca, di tipo universitario e non-universitario, e le realtà socioeconomiche del territorio (Regione e Industria) per l'eventuale sfruttamento delle scoperte scientifiche in modo si abbia una ricaduta produttiva e occupazionale nella Regione.