lug182012
A Trieste protocollo tra Asl e Mmg per il pay for performance
A Trieste medici di famiglia e Asl gettano le basi per sperimentare il “pay for performance”. La cornice è offerta dal patto d’intenti siglato nei giorni scorsi dai sindacati di categoria (Fimmg e Snami) dalla Simg e dalla direzione generale dell’Asl
A Trieste medici di famiglia e Asl gettano le basi per sperimentare il “pay for performance”. La cornice è offerta dal patto d’intenti siglato nei giorni scorsi dai sindacati di categoria (Fimmg e Snami) dalla Simg e dalla direzione generale dell’Asl. Con il quale i firmatari disegnano un percorso a tappe che ha per meta l’avvio di progetti di governo clinico imperniati sul modello anglosassone del pagamento per obiettivi di salute. «Il primo step» spiega Dino Trento, segretario provinciale della Fimmg «consiste nella condivisione dei dati. Con questo protocollo, medici di famiglia e Asl concordano lo scambio reciproco delle informazioni: noi diamo quelle relative alle condizioni cliniche dei nostri pazienti, l’Azienda ci fornisce quelle generali concernenti la popolazione».
Una volta integrati i dati, si potrà avviare la definizione di progetti di clinical governance orientati all’area delle cronicità: cardiovascolare, diabete, bpco eccetera. «Il protocollo» sottolinea al riguardo Trento «garantisce che i dati verranno impiegati soltanto a questo scopo e non per monitoraggi sulla spesa indotta o cose simili». E l’obiettivo è quello di collocare tali progetti nella cornice del nuovo accordo aziendale e della Convenzione regionale. «Vorremmo arrivare a questa seconda tappa entro la fine dell’anno» prosegue il segretario della Fimmg triestina «vedremo. Bisognerà anche capire quello che la Regione vuole investire nella Mg: non ci facciamo troppe illusioni, siamo in tempi di vacche magre. Ma intanto proviamo a seminare, facciamo passare il messaggio che lavorare per obiettivi significa lavorare bene e con la clinica davanti a tutto». E poi c’è l’ambizione di convincere la Regione a sottoscrivere un progetto di salute che misurerà da qui a cinque anni l’impatto di metodologie di lavoro basate sulla clinical governance. Qualche anticipazione di ciò che potrebbe essere si trova già nel protocollo triestino: «Una riduzione di 4,4 mg/dl di colesterolo LDL su 10mila persone ad alto rischio cardiovascolare significa potenzialmente evitare ogni anno 4,5 eventi vascolari maggiori, 4,2 rivascolarizzazioni coronariche percutanee o chirurgiche, 1,3 ictus, 2,5 morti per qualsiasi causa».